Paesaggio e ambiente un valore costituzionale in crisi, l’università si interroga sul futuro del territorio
Suolo, ambiente e paesaggio, da marzo il via al secondo ciclo di incontri sugli allarmi ambientali. Si parla anche del caso delle pale eoliche in Sardegna. Il gruppo di lavoro coordinato dal professor Maurizio Malo dell’Università di Padova: “Paesaggio e ambiente, siamo di fronte ad un valore costituzionale in crisi. Costituiremo una associazione dedicata a Zanzotto per affrontare l’emergenza”
Tutti i lunedì e martedì di marzo ed aprile nell’aula Nievo di Palazzo Bo dell’Università di Padova alle ore 17:30, si riunirà un gruppo di esperti giuristi, politologi, urbanisti, docenti universitari, studenti, giornalisti e scrittori. L’iniziativa giunta alla seconda edizione riguarderà molti temi che riguardano ambiente e paesaggio e di “casi” che sono giunti all’attenzione nazionale.
Lo scorso 3 marzo si è dato il via con la presentazione dell’iniziativa in cui il professor Maurizio Malo, ideatore del progetto e il suo collaboratore dottor Andrea Gavin, hanno presentato il ciclo di incontri ambiente e paesaggio da una prospettiva giuridica coinvolgendo alcuni giornalisti della trasmissione Report della Rai, che per la prima volta sono entrati in aula.
Gli incontri vedono quest’anno tra gli ospiti il Soprintendente per città Metropolitana di Venezia, e le Province di Treviso, Padova e Belluno il dott. Vincenzo Tinè e i dirigenti dell’ufficio che parleranno del ruolo del difficile ruolo delle Soprintendenze nella tutela. Sarà momento di confronto anche alla luce della riforma che dovrebbe coinvolgere anche l’organo storicamente afferisce al Ministero della Cultura a livello statale, che vedrà lunedì 24 marzo l’introduzione della Prorettrice ai Beni culturali dell’Università di Padova, Monica Salvadori.
“Dieci incontri che hanno ricevuto il patrocinio dell’Università di Padova e hanno l’obiettivo – afferma il Prof. Maurizio Malo – di un confronto e dialogo aperto tra protagonisti delle istituzioni, docenti universitari, giornalisti, attivisti dell’ambiente, affinché si porti a conoscenza di un ampio pubblico le tematiche di tutela di ambiente e paesaggio, del valore costituzionale dell’ambiente, di delineare la prospettiva giuridica delle questioni, rivolte alla conservazione dei beni paesaggistici, che comprende la loro valorizzazione. Viviamo in un mondo di prassi e di deroghe che tenderebbero a scavalcare la primarietà del valore paesaggio e ambiente reso evidente da sentenze della Corte costituzionale. Si vuole discutere concretamente e confrontarsi sui temi giuridico e istituzionali dell’ambiente e paesaggio da più punti vista, un approccio trasversale ed innovativo. Nei casi concreti quali sono gli attori che si muovono e con quali strumenti possono intervenire partendo da un punto di vista giuridico. L’Università molte volte percepita come distante dalla realtà è così protagonista e forse dovrebbe essere uno degli attori istituzionali superpartes con cui confrontarsi”.
IL CASO DEL GARDA Molti i casi concreti che saranno analizzati. Un caso al centro della polemica è ad esempio quello che coinvolge il rapporto tra turismo e paesaggio di Costermano del Garda, ne ha parlato lo scorso 10 marzo la giornalista Rosamaria Aquino. Un momento intenso in cui si evidenzia come il territorio del Garda, sia diventato un luogo totalmente votato al turismo, ma sia preda dello stesso turismo con il paesaggio minacciato dalle stesse opere della amministrazione che lo governa; è possibile visionare la registrazione dell’incontro sul canale Youtube del promotore dell’iniziativa Prof. Maurizio Malo.
Il CASO VAL DI FASSA Si parlerà inoltre di montagna e inquinamento ambientale, del caso dello sversamento nell’ambiente nei torrenti fiumi i rifiuti fognari che hanno provocato i danni alla salute a molti residenti e turisti che hanno bevuto l’acqua dalle fontane. Accade nella Val di Fassa oggi patrimonio Unesco con una pressione antropica del turismo che raggiunge livelli preoccupanti. Gli interessi alla conservazione dei beni ambientali e della salute umana sono un valore primario ed assoluto in base all’art 9 e 32 e non possono essere compressi dagli interessi economici anche se comportano un vantaggio per l’intera comunità. Valori che non possono essere bilanciati e non sono sullo stesso piano come confermato dalla sentenza della Corte costituzionale del n. 151 del 1986. Tutto sembra essere in regola: è in regola rispetto alle norme trentine. Ma le norme trentine sono costituzionalmente illegittime. Un diritto di protezione dell’ ambiente che c’è dalla Costituzione al Codice Urbani, alla legge quadro del 1991 sulle aree protette, un diritto però debole calpestato dai fatti.
LE PALE EOLICHE SARDE Si parlerà del conflitto tra approvvigionamento energetico e paesaggio, ovvero minaccia e opportunità per la Regione Sardegna dei numerosi progetti già presentati per la installazione di impianti eolici sia a mare che a terra. Il contrasto sulla sostenibilità che sarà sempre più evidente nei prossimi anni e che vede in una peculiarità tutta italiana una imposizione dei progetti in deroga rispetto al principio di collaborazione tra stato e regione.
NASCE IL COMITATO ZANZOTTO Il gruppo organizzatore a margine di questo ciclo di incontri, ha deciso di costituire una libera associazione battezzata “Gruppo Zanzotto”, che crea un legame ideale con il poeta veneto, ha già visto alcune riunioni programmatiche lo scorso anno per il rispetto della Costituzione in difesa del territorio volta ad unire persone, gruppi e organizzazioni, movimenti sensibili al valore paesaggistico configurato dalla Costituzione italiana all’art. 9, come principio fondamentale.
“Una associazione che avrà lo scopo di informazione, divulgazione della cultura, di confronto su questi temi con lo scopo di un confronto giuridico istituzionale”, conclude il professor Malo. “Inoltre, ha lo scopo di riunire le numerose voci dei territori, non solo a livello regionale, di comitati spontanei, gruppi di cittadini sensibili che cercano di contrastare i tentativi di “insulto” ai beni paesaggisti ed ambientali. Una rappresentanza che oggi manca a molti livelli anche dal punto di vista politico. Si sente dire spesso “i soliti ambientalisti” che dicono “no” ad ogni progetto, ma le persone sono stanche di essere etichettate, questo gruppo nascente è un gruppo concreto, pronto a ragionare sulle singole problematiche in modo sostanziale, verificando le procedure e l’impatto dei progetti: è un gruppo che chiede a gran voce il rispetto della costituzione”.