Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) si articola in sei Missioni:<\/p>\n
La Missione 3 dispone una serie di investimenti finalizzati allo sviluppo di una rete di infrastrutture di trasporto moderna, digitale, sostenibile e interconnessa.<\/p>\n
Gran parte delle risorse \u00e8 destinata all\u2019ammodernamento e al potenziamento della rete ferroviaria, ma si prevede anche il completamento dei principali assi ferroviari ad alta velocit\u00e0, l\u2019integrazione fra questi e la rete ferroviaria regionale, la messa in sicurezza dell\u2019intera rete.<\/p>\n
Sono stati anche previsti interventi per la digitalizzazione del sistema della logistica, per migliorare la sicurezza di ponti e viadotti, e misure per innalzare la competitivit\u00e0, capacit\u00e0 e produttivit\u00e0 dei porti italiani.<\/p>\n
Il 29 aprile \u00e8 stato anche approvato il\u00a0decreto-legge\u00a0che individua i programmi e ripartisce le\u00a0risorse del piano nazionale per gli investimenti, integrando il PNRR con risorse nazionali\u00a0(30,62 miliardi di euro per gli anni dal 2021 al 2026).<\/p>\n
Il decreto-legge prevede quindi il\u00a0Fondo complementare al PNRR\u00a0e introduce nuove misure finalizzate alla realizzazione degli investimenti.<\/p>\n
Nel fondo complementare sono state previste risorse per:<\/p>\n
Sono stati previsti anche altri 10,3 miliardi di euro per completare l\u2019Alta velocit\u00e0 Salerno-Reggio Calabria e Milano-Venezia.<\/p>\n
Con questi due fondi aggiuntivi disponibili con decreto sar\u00e0 possibile far partire subito gli interventi in ambito.<\/p>\n
Il ministero delle Infrastrutture e della mobilit\u00e0 sostenibile avr\u00e0 quindi 62 miliardi da spendere, 14 in pi\u00f9 rispetto alla bozza di piano di gennaio.<\/p>\n
A questo enorme flusso di finanziamenti in parte di provenienza PNRR e in parte da assegnazione di risorse nazionali, saranno applicate le medesime rigide regole UE riguardo alla definizione degli obiettivi, della progettazione, realizzazione e rendicontazione.<\/p>\n
Nei prossimi giorni partir\u00e0 il lavoro di analisi delle proposte per renderle coerenti ma dovranno soprattutto cambiare rapidamente le procedure autorizzative ed esecutive: senza un radicale cambiamento non sar\u00e0 possibile raggiungere gli obiettivi previsti per il 2026 dal piano e si rischier\u00e0 anche di perdere gli altri capitali privati che si sommerebbero solo se il piano assicurer\u00e0 una vera e rapida crescita.<\/p>\n
Non dovranno essere cambiate le sole procedure di appalto ma anche tutto il processo della programmazione e della progettazione degli interventi.<\/p>\n
\u00c8 per questo motivo che nel piano sono state previste forti immissioni di nuove professionalit\u00e0 sia a livello centrale sia a livello territoriale con l\u2019obiettivo di far partire rapidamente i progetti.<\/p>\n
Anche il processo autorizzativo sar\u00e0 rivisto al fine di velocizzare l\u2019iter e di reingegnerizzarne le fasi di attuazione.<\/p>\n
Molto importante sar\u00e0 anche il coinvolgimento delle regioni e degli enti locali affinch\u00e9 si realizzi una sinergia nella gestione delle priorit\u00e0 e delle risorse da integrare con i fondi regionali disponibili.<\/p>\n
Ad esempio, nel PNRR sono previsti investimenti per l\u2019ultimo miglio su porti e aeroporti: di intesa con le regioni alcuni fondi regionali potranno integrare questi interventi.<\/p>\n
Allo stesso modo ci sono i fondi per il Trasporto Pubblico locale per il rinnovo del parco pullman e gli altri fondi regionali potranno rafforzare tali iniziative.<\/p>\n
Ci sono poi molti capitali privati che potranno sommarsi a tali investimenti pubblici se questi ultimi riusciranno a fare da volano per la ripresa economica del Paese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"
Il Recovery Plan e la mobilit\u00e0 sostenibile Nel pieno rispetto dei tempi richiesti dall\u2019Ue, l\u2019Italia ha presentato il Recovery Plan italiano. Saranno complessivamente 248 miliardi di euro gli investimenti a disposizione per gli anni dal 2021 al 2026 per ripartire e lasciarsi progressivamente alle spalle la crisi degli ultimi anni aggravata anche dal COVID. Il<\/p>\n","protected":false},"author":1318,"featured_media":390827,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[27653,21063,32722,50457],"tags":[44648,7993,108930],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sardegnareporter.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/390826"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sardegnareporter.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sardegnareporter.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sardegnareporter.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1318"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sardegnareporter.it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=390826"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.sardegnareporter.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/390826\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sardegnareporter.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/390827"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sardegnareporter.it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=390826"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sardegnareporter.it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=390826"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sardegnareporter.it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=390826"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}