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{"id":407986,"date":"2021-08-31T01:14:31","date_gmt":"2021-08-30T23:14:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sardegnareporter.it\/?p=407986"},"modified":"2021-08-31T01:14:31","modified_gmt":"2021-08-30T23:14:31","slug":"nicla-vassallo-conoscenza-cura-gabbie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sardegnareporter.it\/2021\/08\/nicla-vassallo-conoscenza-cura-gabbie\/407986\/","title":{"rendered":"Nicla Vassallo: conoscenza, cura, gabbie"},"content":{"rendered":"

 <\/p>\n

La filosofa Nicla Vassallo (https:\/\/www.niclavassallo.net\/), di fama internazionale, agnostica, attivista, tiene una lezione magistrale, \u201cLa cura delle donne\u201d, l\u201911 settembre a con-vivere, dedicato quest\u2019anno al tema della cura, e una lezione magistrale, \u201cLe gabbie delle donne\u201d, il 19 settembre al festivalfilosofia, dedicato quest\u2019anno al tema della libert\u00e0. Qui ci racconta, racconto frutto di un dialogo con lei, come, in preparazioni di tali lezioni, stia riflettendo, tendendo contro della drammatica situazione in Afghanistan.<\/p>\n

Donne: conoscenza, cura, gabbie
\ndi Nicla Vassallo<\/p>\n

Quando sono stata invitata a con-vivere e al festivalfilosofia, due festival eccellenti, entrambi legati a un amico molto caro, Remo Bodei, ho accettato di buon grado di parlare di filosofie delle donne. Avevo pensieri pi\u00f9 o meno chiari, chiari come pu\u00f2 averli un filosofo, che ci dice come le cose debbono stare, al meglio, non come stanno, ma che, dal come stanno, deve partire. Rispetto a questi due appuntamenti ero consapevole di trovarmi nel settembre del 2021, vent\u2019anni giusti dal settembre 2001. Non sapevo dell\u2019incubo \u2013 bench\u00e9 fosse prevedibile \u2013 che avrebbero vissuto da l\u00ec a poco le donne in Afghanistan.
\nLo scorso 11 maggio, in Fondazione Basso, Giacomo Marramao e io registriamo un dialogo sulle filosofie femministe, e decidiamo per trarne un volume, cedendo i diritti d\u2019autore a Nove Onlus, a sostegno del Progetto Pink Shuttle.<\/p>\n

La cosiddetta offensiva talebana inizia ufficialmente lo scorso primo maggio, il 15 luglio oltre un terzo dei distretti dell\u2019Afghanistan \u00e8 sotto il controllo degli \u201cstudenti\u201d (cosa significa studiare?), il 21 luglio oltre la met\u00e0. Gi\u00e0, da tempo in tempo, i drammi si stanno rapidamente consolidando ed estendendo.<\/p>\n

Ora non mi sto chiedendo se la democrazia sia esportabile, anche perch\u00e9 prima dovrei sapere rispondere alla domanda \u201cche cos\u2019\u00e8 la democrazia\u201d e \u201ccome la conosciamo?\u201d. So che esportiamo armi questo, s\u00ec.<\/p>\n

Ora ascolto il silenzio dei paesi mussulmani, e non solo il loro. E ricordo che l\u2019Antico Testamento, per quanto \u201ccorrotto\u201d, viene considerato un testo divino dalle religioni monoteiste, e che nelle religioni non vigono le argomentazioni, non senz\u2019altro le argomentazioni valide, a differenza di quanto avviene nella filosofia. Un testo del patriarcato. E, che so, a rileggere San Paolo sulle donne viene perlomeno la pelle d\u2019oca. E la caccia alle streghe? Donne che si \u201ccacciano\u201d ancor ora, in troppi paesi. Donne animali, braccate. E, in Italia, da quando abbiamo cancellato il delitto d\u2019onore, e a quanti femminicidi stiamo assistendo?<\/p>\n

Vi \u00e8 tuttavia una discrepanza primaria: da noi le donne hanno un certo margine di scelta, di libert\u00e0 di scelta, in altri luoghi (quasi) nessuna. Senza poi parlare delle bambine e delle ragazzine.<\/p>\n

Qualcuno deve essere ancora convinto che le donne siano oggetti, derivati, e nelle religioni moniste, da una costola di Adamo. Diverse le versioni dell\u2019accaduto religioso-mitologico, che si trovano nella Genesi, e sulle traduzioni poco chiare dall\u2019ebraico di \u201ccostola\u201d \u2013 ma da filosofa non posso che ricordare e rammentare il problema sollevato da Willard Van Quine con l\u2019esperimento mentale della \u201cradical translation\u201d, volto a testare l\u2019indeterminatezza della traduzione.<\/p>\n

In ogni caso, nella Genesi (2.21-22), in italiano, leggo:
\n\u00abAllora il Signore Dio fece scendere un torpore sull\u2019uomo, che si addorment\u00f2; gli tolse una delle costole e richiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio form\u00f2 con la costola, che aveva tolta all\u2019uomo, una donna e la condusse all\u2019uomo\u00bb.
\nParecchio generoso questo dio, ottimo anestesista e chirurgo, se si tratta di operare sull\u2019uomo, il maschio. Poi giunge sulla scena il serpente (forse, un fallo, quello che feconda in alcuni miti la Dea Madre, o simbolo variegato nella psicoanalisi?), un animale parlante (perch\u00e9 no?), il pi\u00f9 \u201castuto di tutti gli animali\u201d (e, al momento, sorvolo sui paradossi che riguardano l\u2019onnipotenza di dio, anche per quanto riguarda la conoscenza, o meglio la sua onniscienza). Che vuol dire in ogni caso astuto? Sta mentendo (ovvero, non sta dicendo a quel che crede?).
\nSottotesti a parte sul serpente,<\/p>\n

Dio alla donna dice:
\n\u00abMoltiplicher\u00f2
\ni tuoi\u00a0dolori\u00a0e le tue\u00a0gravidanze,
\ncon\u00a0dolore\u00a0partorirai\u00a0figli.
\nVerso tuo\u00a0marito\u00a0sar\u00e0 il tuo\u00a0istinto,
\nma egli ti\u00a0dominer\u00e0\u00bb.
\n(fonte https:\/\/www.vatican.va\/archive\/ITA0001\/_P3.HTM)<\/p>\n

La donna \u00e8 giunta alla conoscenza del dolore, della condanna, a partorire, di un istinto animale, quello maschile direi, non femminile (sebbene \u201cistinto\u201d, \u201cfemminile\u201d, \u201cmaschile\u201d cosa significano?). Conoscenza che dona, sacrificandosi all\u2019uomo, conoscenza destinata a dolori, gravidanze, parti, figli, domini di mariti. E non \u00e8 solo conoscenza del bene e del male. Sarebbe banale.<\/p>\n

Si tratta piuttosto di conoscere: conoscenza competenziale, conoscenza diretta, conoscenza proposizionale, per limitarmi a tre tipologie.
\nPerch\u00e9 conoscere? O aspirare dalla conoscenza? Perch\u00e9 altrimenti (primo libro della Metafisica del comunque misogino Aristotele), non si \u00e8 esseri umani.
\nMa, a differenza di quanto fanno i vari adepti alle religioni, in filosofia si deve argomentare bene, altrimenti non si \u00e8 filosofi, non si fa filosofia. E vi sono domande prioritarie: che cos\u2019\u00e8 la realt\u00e0? che cos\u2019\u00e8 la conoscenza. Ci si deve pertanto chiedere anche che cos\u2019\u00e8 la donna? che cosa \u00e8 la conoscenza della donna?<\/p>\n

Credo che le donne debbano conoscere, che sia un dovere umano e civile garantire loro tale possibilit\u00e0, una necessit\u00e0, affinch\u00e9 siano esseri umani, non oggetti, non passivi\/e; che loro stesse la rivendichino \u00e8 un tragitto, un guado, una traversata vitale, di bolina, per uscire dalle gabbie dell\u2019essere donna stereotipate su La Donna.<\/p>\n

Ragionare sulla cura delle donne \u00e8 domandarsi cosa sia la cura (e la teoria dell\u2019etica della cura di Carol Gilligan non mi pare la migliore risposta); \u00e8 domandarsi perch\u00e9 mai le donne, e non gli uomini, si debbano prendere cura di? Non si dovrebbero forse prendere cura innanzitutto di loro stesse, e non in funzione di? E delle donne non ci si dovrebbe forse prendere cura? O lo ricordiamo solo ogni tanto, snocciolando buoni propositi, che assai di rado verranno messi in atto?<\/p>\n

Non \u00e8 che non ci si debba prendere cura degli altri, anzi. Generosit\u00e0 e umanit\u00e0 debbono essere sempre essere vigili e all\u2019opera, e oggi lo dovremmo tener ben presente.
\nMa la cura delle donne per gli altri non deve costituire un destino, una caverna, non deve essere una delle tante gabbie, che costringono le donne a non essere se stesse, ad abdicare alla propria identit\u00e0 personale.<\/p>\n

Si pensi a quando si \u00e8 in stato di ipossia. \u00c8 noto che non si riesce a ragione, e ci\u00f2 vale per gli uomini e per le donne. Cos\u00ec, su un aereo, in caso di depressurizzazione, occorre indossare la maschera dell\u2019ossigeno, e farlo correttamente, per poter essere lucidi, al fine di tentare di aiutare gli altri a mettere la maschera, salvando al contempo se stessi. Lucidamente, al meglio. Questo sull\u2019aereo. E sulla terra? Spesso mi pare che alle donne sia richiesto di non indossare per prime la maschera d\u2019ossigeno.<\/p>\n

Mettiamo poi che una donna si trovi su un aereo, e le sia stata negata fino all\u2019ora molta troppa conoscenza, si trova in una gabbia \u2013 questo sulla terra e sull\u2019aereo. Se conosce cos\u00ec poco, immagino che non sappia leggere le Flight Safety Instructions, n\u00e9 a comprendere cosa dice l\u2019assistente di volo, figuriamoci sapere cosa sia una maschera d\u2019ossigeno, o l\u2019ipossia.<\/p>\n

Come si pu\u00f2 riuscire a vivere, anzi, mettiamo pure, a sopravvivere, in una gabbia?
\nLe gabbie delle donne: quelle ove sono imprigionate realmente dai propri aguzzini, o metaforicamente. E le donne che, causa mancanza di conoscenza, d\u2019amore, non si rendono conto di coloro con cui hanno a che fare.<\/p>\n

Da qualche anno, va di moda in Italia parlare di gender, genere, e su tale categoria (il genere non pu\u00f2 aspirare allo status di concetto) si sta elevando un po\u2019 di troppo, e lo si eleva, senza saperlo, sulle sabbie mobili. All\u2019estero, sono anni che argomentiamo contro l\u2019abolizione dell\u2019appartenenza, appartenenza che \u00e8 una costrizione, una gabbia. Impone alle donne che ingabbiate quale vere donne dal punto di vista sociale, e di conseguenza individuale, donne alla fin fine di essere donne vere, come sono veri i pomodori, colti nell\u2019orto, non quelli dell\u2019ipermercato. O come il frutto proibito che Eva ha colto?<\/p>\n

E tuttavia ritengo che la categoria di donne (non di donna, non di \u201cLa donna\u201d: maddalena o madonna, stereotipi che, tra l\u2019altro si prendono cura degli uomini, e soggiacciono a un deprecabile dualismo) vada conservata sul piano descrittivo, mentre abolita, come dicevo, sul piano normativo: se non la conservassimo, in attesa di tempi migliori, al fine di abolirla, non riusciremmo a testimoniare, denunciare quanto le donne subiscono, incatenate a follie, pregiudizi, narcisismi maschili, maschilisti, patriarcali.<\/p>\n

Di donne ingabbiate ve ne sono molte troppe. Specie, ma non solo, sotto i totalitarismi, gli oscurantismi, gli imperialismi, i fondamentalismi, che da sempre rendono impongono l\u2019ignoranza ai popoli, perch\u00e9 cos\u00ec sono pi\u00f9 controllabili. E le donne devono essere sempre maggiormente controllabili, cos\u00ec la loro ignoranza diventa indispensabile, per ingabbiarle ancor di pi\u00f9.<\/p>\n

L\u2019Afghanistan di oggi, e chiss\u00e0 quello anche solo tra qualche mese, ce lo esplicita. Non avremmo dovuto accorgercene prima, parecchio prima? Da anni, troppi dati, fatti attestano che l\u2019Afghanistan \u00e8 uno dei luoghi peggiori, pessimo per le donne: si colloca al 156\u00ba posto sui 156 paesi per The Global Gender Gap Index 2021 ranking. Con l\u2019Italia, in ogni caso, non in brillanti condizioni: 63\u00b0 posto.<\/p>\n

1939, Europa. Hitler che, le tante cose, afferma \u201cUna\u00a0donna\u00a0deve essere una piccola cosa carina, carezzevole, ingenua \u2013 tenera, dolce, e stupida\u201d: le donne devono essere madri e spose, e vengono escluse da ogni altro \u201cruolo\u201d, in particolare dall\u2019accademia e dalla politica. Le gabbie. Con Stalin, invece, dal 1934 al 1940, il numero delle donne nei gulag passa da 30.108 a 108.898: atrocit\u00e0 assicurata.<\/p>\n

Ma ci sono donne non ingabbiate, che si sanno prendere cura di s\u00e9, donne fuori dagli stereotipi, inquiete, trasgressive, androgine, estranee alla propria appartenenza al genere \u201cdonna\u201d.<\/p>\n

1939: Marlene Dietrich, rinuncia alla cittadinanza tedesca, per quella americana, si oppone al regime, aiuta, insieme ad altri fuoriusciti, le vittime della discriminazione nazista, per condurle fuori dalla Germania.<\/p>\n

1939: Annemarie Schwarzenbach lascia la Svizzera su una Ford, con Ella Maillart: due donne sole verso l\u2019Oriente. Dalla Turchia alla Persia. In Afganistan, tra l\u2019altro \u201cla mobilitazione a Kabul\u201d, \u201cNel giardino delle belle ragazze di Kaisar\u201d, \u201cIl chador\u201d, scritti e foto \u2013 cfr. il taccuino contenuto in Dalla Parte dell\u2019ombra (Il Saggiatore 2001). Un anno prima, del 2000, esce Lei cos\u00ec amata di Melania Mazzucco (Rizzoli).<\/p>\n

Oggi donne afgane rinunciano all\u2019Afghanistan e si adoperano per donne e uomini del loro paese, ma non credo ci possano essere donne \u201coccidentali\u201d alla guida di un\u2019automobile, nel senso che temo fortemente che sopravviverebbero.
\nGli esseri umani, appartenenti, al momento, al genere \u201cdonna\u201d, oltre che al genere \u201cuomo\u201d, debbono venir \u201ccurati\u201d con la conoscenza, e si debbano curare con la conoscenza, perch\u00e9 solo e solo se si conosce si aprono di fronte a s\u00e9 ventagli di scelte di libert\u00e0 possibili, per fuggire dalle gabbie.<\/p>\n

Credo che ognuno di noi abbia il diritto, il dovere, la responsabilit\u00e0 della propria identit\u00e0 personale, e a che a ognuno vada assicurata la possibilit\u00e0 di cercarla, di aspiravi.
\nConfido sempre pi\u00f9 nel valore della testimonianza, ovvero nella trasmissione della conoscenza. Se fossimo egoisti epistemici, che fine avremmo mai fatto e dove ci troveremmo? Ma nel passato e nel presente quali e quante sono le donne che possono testimoniare, che sono libere di farlo, e che dispongono della conoscenza di s\u00e9, della propria condizione, della conoscenza degli altri e di quella del mondo, per farlo?<\/p>\n

Percezione, ragione, memoria, introspezione, testimonianza sono le nostre tre fonti conoscitive principali. Nei Dieci Comandamenti viene considerata sono la fonte della testimonianza, e sia nell\u2019Esodo, sia nel Deuteronomio si legge: \u00abNon pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo\u00bb. In quanti totalitarismi si testimonia il falso, contro le donne? E, laddove le donne non possono testimoniare, come \u00e8 possibile che vengano accusate di falsa testimonianza? Eppure, accade.<\/p>\n

11 settembre 2001, in Gallura tira maestrale forte, mi riparo in una caletta a Sa Maddalena. Un sms di un\u2019amica: \u201cAscolta la radio!\u201d. Con la Vespa corro in paese. Deserto.
\nPerch\u00e9? Entro in un bar: la sola. Su uno schermo scorrono immagini. Aerei. Torri Gemelle. Persone che si gettano nel vuoto. Fatico a comprendere. Quel che so \u00e8 che l\u2019Isola di Santo Stefano \u00e8 l\u00ec, di fronte, con i suoi sommergibili americani nucleari. Mi chieder\u00f2 dopo, e forse capir\u00f2, come mai una base militare americana, e non solo quella della Maddalena, si trovasse in un allarme rosso, in cui alcune persone civili potessero camminare per le vie del centro della cittadina.<\/p>\n

Non so quante donne si siano gettate nel vuoto, dalle Twin Towers, per salvarsi. Sono venuta a sapere che Kathy N. Mazza,\u00a0Yamel Josefina Merino, Moira Ann Smith, e chiss\u00e0 quante altre, hanno donato la propria vita per salvare altre vite.
\nQualche giorno fa, su uno schermo, vedo, sgomenta, altre persone che si gettano nel vuoto. Ci vengono trasmesse immagini e immagini, non solo di aerei che decollano comunque, ma di donne che in tante fotografie non ci sono. Il terrore, un incubo incombe su di loro, su bambine, ragazze, donne. E il burqa \u00e8 il minore dei problemi, ammettiamolo. Anzi \u00e8 il modo, forse l\u2019unico modo, in quel \u201cmondo\u201d di difendersi, di salvarsi. Come, in fondo, \u00e8 stato il velo da noi per molti secoli. E di donne con la burqa se ve ne vendono parecchie anche quando passeggio nel centro di Londra. Ma Londra non \u00e8 Kabul.<\/p>\n

Tra l’estate e l\u2019autunno del 1940, il Regno Unito e in particolare Londra vengono bombardati dalla Luftwaffe \u2013 la Londra di Virginia Woolf, anche lei inquieta, trasgressiva, androgina, estranea alla propria appartenenza al genere \u201cdonna\u201d. Nelle ultime lettere a Vita Sackville-West parla dell\u2019importanza del burro e del fieno, e in quella del 22 marzo 1941 \u2013 sei giorni dopo si toglier\u00e0 la vita \u2013 esprime di desiderio di recarsi col marito dall\u2019amica, e si domanda: Quando verremo? Lo sa Dio\u201d. (cfr. Cara Virginia. Le lettere di Vita Sackville-West a Virginia Woolf, La Tartaruga 1985).<\/p>\n

Virginia Woolf grande scrittrice, attivista, sostenitrice del fabianesimo, non solo sa scrivere (e pi\u00f9 che mai eccelso scrivere), ma pu\u00f2 anche scrivere lettere all\u2019amica di sempre, spedirle, l\u2019amica di sempre le risponde, e viceversa. Sotto i bombardamenti.
\nE in Afghanistan?<\/p>\n

7 ottobre\u00a02001, le forze armate statunitensi e britanniche iniziano a bombardare l\u2019Afghanistan.
\nOggi rileggo e rifletto su un articolo della filosofa Marion Young, \u201cThe Logic of Masculinist Protection: Reflections on the Current Security State\u201d, (Signs 2003), e su un volume collettaneo, curato da Carol Cohn, Women&Wars (Polity Press 2013) per comprendere meglio il valore della conoscenza, rispetto alla cura, e alla libert\u00e0, per riflettere meglio sull\u2019amicizia tra donne quale forma di conoscenza, di cura, di libert\u00e0, e tornare cos\u00ec a rivedere quanto dir\u00f2 a con-vivere e al festivalfilosofia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"

  La filosofa Nicla Vassallo (https:\/\/www.niclavassallo.net\/), di fama internazionale, agnostica, attivista, tiene una lezione magistrale, \u201cLa cura delle donne\u201d, l\u201911 settembre a con-vivere, dedicato quest\u2019anno al tema della cura, e una lezione magistrale, \u201cLe gabbie delle donne\u201d, il 19 settembre al festivalfilosofia, dedicato quest\u2019anno al tema della libert\u00e0. Qui ci racconta, racconto frutto di un<\/p>\n","protected":false},"author":2676,"featured_media":407988,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[27653,32722],"tags":[125482,113153,8447],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sardegnareporter.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/407986"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sardegnareporter.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sardegnareporter.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sardegnareporter.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2676"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sardegnareporter.it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=407986"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.sardegnareporter.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/407986\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sardegnareporter.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/407988"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sardegnareporter.it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=407986"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sardegnareporter.it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=407986"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sardegnareporter.it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=407986"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}